L’avvio di stagione sottotono della Fiorentina sta mettendo sotto i riflettori anche le prestazioni di David De Gea. L’ex portiere del Manchester United e della nazionale spagnola è finito al centro delle discussioni per una serie di incertezze tra i pali, che hanno trasformato il suo rendimento da fattore determinante a motivo di riflessione.
- Dall’arrivo all’impatto a Firenze: Tesserato nell’estate 2024 per intuizione dell’allora d.s. Pradè dopo un anno di inattività, il classe ’90 si era reso subito decisivo sotto la guida di Palladino, regalando punti preziosi e contribuendo alla qualificazione in Conference League. Successivamente, pur a fronte di un campionato meno brillante, il portiere aveva mantenuto un rendimento solido, guadagnandosi anche la fascia di capitano affidatagli da Vanoli.
- I numeri del momento: Nelle prime sette uscite di questo campionato la retroguardia viola ha incassato 17 reti, con lo spagnolo che si trova a subire gol mediamente quasi ogni tre conclusioni nello specchio. Sebbene le responsabilità vadano condivise con le lacune dell’intero reparto difensivo, le imprecisioni del singolo pesano sul bilancio complessivo.
- Titolare fisso e prospettive contrattuali: Nonostante il periodo no, il posto dell’estremo difensore resta saldo, complice anche l’assenza di un’alternativa di pari livello rispetto a Christensen. Legato al club viola fino a giugno 2028 con uno stipendio da circa tre milioni netti a stagione, il portiere ha rifiutato in estate la corte della Juventus per rimanere a Firenze. La dirigenza, con Paratichi, rinvia ogni discorso sul futuro al termine del momento critico, confidando in un suo pronto riscatto sul campo.