Dopo la salvezza abbastanza tranquilla raggiunta la scorsa stagione, Carlos Cuesta ha cercato di plasmare il suo Parma, tentando di ottenere un maggiore apporto offensivo alla manovra. Ha optato per la difesa a 4, abbandonando quella a 3 (che per larghi tratti di gara era una linea a 5), per sposare una mentalità più moderna e propositiva. E ha chiesto ai suoi giocatori una maggiore presenza nella metà campo avversaria, tramite scambi più fluidi e veloci. Insomma, l’ex braccio destro di Arteta voleva scrollarsi di dosso l’etichetta del difensivista, con cui era considerato dall’opinione pubblica.
Purtroppo per lui, il suo tentativo di rivoluzione è durato ben poco: dopo solo 5 giornate di campionato, le strade tra il tecnico spagnolo e il Parma si sono separate, concretizzando il terzo esonero finora in Serie A. Le divergenze sul mercato (che ha visto il Parma privarsi di elementi come Suzuki, Pellegrino e Circati) e sullo sviluppo del progetto sportivo, sono stati i fattori che hanno pesato maggiormente sul divorzio.

Un vecchio gialloblù per risollevare la piazza
Ora, per Krause e i tifosi, è il momento di voltare pagina e proiettarsi a un futuro che non parla più spagnolo. Per il post Cuesta, la scelta è virata su una vecchia conoscenza del Tardini, Alberto Gilardino. L’ ex attaccante, infatti, ha collezionato 96 presenze e 50 gol con i Ducati, vivendo una delle parentesi più positive della sua carriera. Le prestazioni in Emilia, inoltre, gli hanno permesso di vivere il sogno di indossare, e vincere, con la maglia del Milan (con la quale realizzerà reti pesantissime, tra cui il 3-0 contro il Manchester United in semifinale di Champions League).
Mettendo da parte il passato, Gila è ritornato per dare entusiasmo ai parmigiani e riscattarsi da un punto di vista personale. Le ultime due esperienze del mister, con Genoa e Pisa, hanno avuto entrambe lo stesso epilogo, quello dell’esonero. Adesso l’ex campione del mondo ha fame e in mano ha un organico che può regalargli diverse sorprese.
Il Gilardino allenatore
Il tecnico piemontese ha appeso gli scarpini al chiodo nel 2018, chiudendo il sipario con lo Spezia in Serie B, e successivamente ha da subito intrapreso la strada dell’allenatore. Infatti, è dal luglio 2019 che ha cominciato la sua nuova vita: lavorando prima da vice e poi tecnico del Rezzato. Da lì si susseguiranno Pro Vercelli, Siena, Genoa e Pisa, fino ad arrivare sotto la Pilotta.
In queste esperienze, Gilardino ha illustrato i suoi principi di gioco e la sua filosofia calcistica. Dalla Serie D fino alla massima categoria, le costanti del tecnico sono state varie, tra cui: la difesa a 3, la crucialità degli esterni e la forte intensità. Nonostante questo, nelle passate stagioni si è rivelato un allenatore camaleontico, basando il suo stile di gioco alle qualità dei calciatori a disposizione.

Il possibile assetto tattico e chi ne può giovare maggiormente
Come detto prima, una delle caratteristiche principali del suo calcio è la linea difensiva a 3. Considerando anche il fallito tentativo di Cuesta sulla linea a 4, Alberto Giardino disporrà il suo Parma partendo con 3 dietro. Poi, a seconda dell’avversario, potrà variare tra il 3-5-2 e il 3-4-2-1 (moduli utilizzati sia a Genova che a Pisa).
Riguardo i giocatori che possono esaltarsi con Gila, non si può non citare Adrien Bernabé. Il centrocampista ex City ha cominciato col piede sbagliato l’annata, collezionando prestazioni insufficienti e il problema muscolare prima della gara contro il Genoa. Quando rientrerà, potrà rivelarsi una delle pedine fondamentali del Parma, con la possibilità di agire da mezzala ma anche da trequartista.
Valeri e Delprato rimangono i due punti fermi dei gialloblù, col primo che può entrare nelle vesti sia del braccetto che dell’esterno tutta fascia.
In avanti, il più in forma è Romero, autore della metà dei gol realizzati finora dal Parma (2 su 4). Ma, soprattutto nell’annata a Pisa, Gilardino si è dimostrato un tecnico inclusivo, concedendo spazio a tutti coloro che meritano. Romero, Lontani, Tourè ed Elphege, quindi, sono dentro a un ballottaggio apertissimo.
La formazione tipo
Mancano esattamente 10 giorni all’esordio del Parma di Gilardino e l’avversario è tutt’altro che banale. I ducati dovranno fronteggiare i campioni d’Italia a San Siro, primi e ancora imbattuti in Serie A. La disposizione di seguito, potrebbe rappresentare l’11 con il quale il Parma scenderà in campo contro l’Inter e per il resto dell’annata:
(3-4-2-1): Corvi; Delprato, Troilo, Diego Carlos; Britschgi, Keita, Bernabè, Valeri; Tourè, Lontani; Romero.
