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Calciobox > Interviste > Le parole di Luciano Spalletti alla vigilia di Juventus-Lazio
IntervisteSerie A

Le parole di Luciano Spalletti alla vigilia di Juventus-Lazio

Beatrice Menchetti
Ultimo aggiornamento: 17/10/2026 10:50
Beatrice Menchetti
9 minuti di lettura
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Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di DAZN in conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Lazio, che si giocherà all’Allianz Stadium domani sera alle 20:45.

Che lazio si aspetta di trovare domani? una lazio capolista insomma, una partita importante 

“Innanzitutto va sottolineato quello che è il lavoro di Gattuso, perché per quelli che erano i discorsi iniziali, per i risultati e il gioco è quello che è stato più bravo fra di noi fino a questo momento. Insieme a lui Alvini e Pisacane, hanno raccolto più di tutti.

È una squadra che sta facendo benissimo,ha una quadratura e una mentalità ben riconoscibile, una individualità come la dirompenza di Frattesi da quando è arrivato nella squadra, conoscendolo personalmente so il tipo di completezza che ha come calciatore, corre, fa gol, ha un grandissimo cuore. Le giocate sorprendenti di Zaccagni e Isaksen davanti, è una squadra pericolosissima da affrontare. Dovremo essere bravi, forti dal punto di vista di scelte da fare.“

Com’è andato il recupero dopo la partita di giovedì in Spagna? 

“Il recupero è partito alle 4:30 di mattina perché a quell’ora siamo arrivati. Il giorno dopo abbiamo fatto naturalmente soltanto una ricognizione di quelli che erano i postumi, di quello che era venuto fuori. Da un punto di vista fisico non abbiamo fatto niente né ieri e nemmeno oggi: si va a richiamare quello che è un po’ l’atteggiamento che deve avere la squadra con dei ritmi bassissimi e si rielencano le cose che devono avere presenti. La partita non inizia al fischio dell’arbitro ma quando inizi a immaginartela, dandoti delle soluzioni. 

Quelli che mi possono dare una mano contro la Lazio stanno fuori la partita precedente, perché è così, è importante la suddivisione dei minutaggi che ti da la migliore risposta durante tutta la settimana.”

Quel carattere faccia a faccia con gli avversarsi a Cagliari era più indirizzato ai suoi giocatori che all’avversario? Cercando di colmare il carattere che questa Juventus ha perso un po’ rispetto agli scorsi anni.

“Allora mi sembra un’analisi più corretta che tirare fuori il kit del nervoso. Il mio ormai non è mai nervosismo è un po’ di simpatia selettiva differente perché perché ormai ho un po’ bisogno qualche volta di essere un po’ nervoso, anzi probabilmente fino a questo momento non lo sono stato abbastanza.

Da questa situazione è venuto fuori poi un po’ quello che succede spesso, perché sono state dette delle cose non corrette: io non è che sia andato lì con l’intenzione di litigare e non ho neppure litigato, c’è stato soltanto questo guardarsi un po’ intenso in base a quelle che sono state le risposte, però non ho fatto assolutamente niente. 

Se, come ho già detto, i direttori di gara hanno ritenuto che quella potesse essere una cosa da far mettere subito a fuoco che non va fatta è corretto che sia stata presa questa decisione. Quindi starò fuori dalla panchina, starò allo stadio a vederla. Probabilmente alla fine del primo tempo riuscirò ad entrare in contatto tramite telefono con i miei collaboratori, tanto io mi fido totalmente di quella che è la qualità dello staff che ho in generale, che ho portato io, ma che ho trovato anche qui alla Juventus. Poi ho il miglior secondo del mondo, che non ho mai cambiato e che non cambierò mai, Marco Domenichini, per cui mi fido ciecamente di lui e degli altri che sono tutti i ragazzi che io ho allenato, con cui ho condiviso tutto insieme.”

Woltemade e Kolo Muani potrebbero giocare dall’inizio?

“Questo è un pochettino il dilemma ce ne sono anche altri che valuteremo in queste ore, andiamo a valutarla bene in queste poche ore che ci rimangono. Sempre tentando di ragionare dentro lo scorrimento della partita, non soltanto questo è titolare o questo è riserva.

È un modo di ragionare limitato all’interno di una rosa e di una società. Dobbiamo suddividere il minutaggio. A Vigo abbiamo fatto meglio nel secondo tempo, siamo stati più determinati, predatori. Abbiamo preteso quel momento della partita, a Cagliari no, come per esempio al 94′ che non ci siamo aspettati quella palla.

Questa capacità di essere pronti quando il destino ti bussa alla porta non premia i più bravi ma premia i predatori, quelli più avvelenati, chi ha più determinazione. Però poi ci devo pensare bene a chi far giocare. Però ci devo pensare bene a chi far giocare perché se io faccio giocare tutti e due avrò meno impatto di poter cambiare qualche cosa perché quelli che possono avere questa forza sono Kolo, Woltemade e Nico e poi bisogna andare a riprendere Gatti. La Lazio ha centrali alti oltre 1.90, questa qualità d’impatto ce l’hanno ed è difficile andarci contro se non abbiamo questo. Bisogna andare un po’ in profondità”.

Quanto vi aiuta l’Europa League?

“Ti aiuta se vinci la partita sennò sono carichi di critiche, perché alla Juventus vengono sabbie mobili in tutto il campo. Bisogna stare attenti a dove si cammina, noi non vogliamo sprofondare nelle sabbie mobili che vengono create. Bisogna avere quella determinazione li.

Vivere bene le situazioni ti porta ad immaginarti gli errori inattesi e questo bisogna farlo di andare in profondità dei dettagli. Però quando ci si va a prendere dei dettagli aiutano la squadra a riconoscerli e a sottolinearli come dettagli importati e ci servono ad essere ancora più squadra”.

Come sta Boga?

“Ha mezz’ora nelle gambe. Zhegrova ha fatto vedere le sue caratteristiche e le sue giocate che hanno imprevedibilità per lui e per gli avversari. Naturalmente bisogna trovare quegli equilibri di squadra. Due punte, Zhegrova e Tavares quando parte lo devi rincorrere, le due punte devono tornare in mezzo se no si rischia l’inferiorità numerica. É un ragionamento che va fatto. Può trovare spazio Zhegrova da titolare, avrebbe meritato di giocare di più per quello che ci ha fatto vedere”.

Su Sarr?

“Sarr sa fare un po’ tutto, non lo ha fatto vedere ma ha una bastonata da fuori. È un calciatore totale. E un po’ regista, incursore, recupero palloni. Recupera l’azione da solo mettendoci dentro le caratteristiche di tutte le posizioni che va a fare. E mancandoci Thuram lui ha le stesse caratteristiche di Thuram e McKennie”.

La squadra ha la forza per affrontare questo clima da sabbie mobili?

“lo reagisco perché si dà il taglio peggiore. Sì è criticato che ho detto che sono sul carro di Kolo Muani. Vuol dire che apprezzo la sua persona e le sue caratteristiche. Bisogna andare sopra il livello ma bisogna avere equilibrio. Ma a me la squadra è piaciuta per quello che ha fatto. A Cagliari si è fatta una grande partita ma è arrivato un pareggio. La squadra ragiona in modo corretto perché quando vediamo i video condivido con i giocatori e vedo completa dedizione. lo ho occhi speciali per loro. Sono un gruppo forte e sano e sono convinto che approndiremo i risultati perché sono sulla buona strada”.

Tags:IntervisteJuventusLazioLuciano SpallettiSerie A
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