Non poteva esserci finale più emozionante. Lionel Messi ha salutato per l’ultima volta la Nazionale argentina al Monumental di Buenos Aires, davanti a oltre 85.000 spettatori, in una notte che ha unito calcio, musica, emozioni e una città intera stretta attorno al suo capitano. Argentina-Benin è terminata 3-0, ma il risultato è quasi passato in secondo piano. Messi ha regalato l’ennesima prestazione da protagonista: due assist, prima per Nicolás Otamendi e poi per Nico Paz, e infine il gol su calcio di rigore che ha fatto esplodere ancora una volta il Monumental. È stato il suo 126° gol con la maglia dell’Albiceleste. Già durante l’inno nazionale le emozioni hanno preso il sopravvento. Messi, accompagnato dai suoi tre figli, non è riuscito a trattenere le lacrime. Sugli spalti una gigantesca maglia numero 10 con la scritta “Gracias” ha rappresentato il sentimento di un popolo intero: gratitudine per oltre vent’anni vissuti con la maglia dell’Argentina. Dopo il triplice fischio è iniziata la vera festa. Abbracci con i compagni, applausi interminabili, fuochi d’artificio, luci e uno spettacolare show di droni hanno trasformato il cielo sopra il Monumental in un’enorme celebrazione. La musica ha accompagnato l’ultimo saluto, con la presenza di artisti argentini e il gran finale affidato a Soledad Pastorutti. Poi il microfono è passato a lui. Messi ha parlato con la voce rotta dall’emozione, ricordando il padre e raccontando tutto l’orgoglio di aver difeso la maglia argentina per più di vent’anni. «Non tornare più sarà un dolore molto grande», ha detto il capitano, consapevole di chiudere una pagina irripetibile della storia del calcio. Quella di Buenos Aires non è stata semplicemente l’ultima partita di Messi con l’Argentina. È stata la fine di un’epoca. Un ultimo tango tra Leo e la sua gente, accompagnato da lacrime, applausi e da un solo, gigantesco messaggio: GRACIAS, LEO.
L’ultimo tango di Messi: lacrime,magie e un Monumental in piedi
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