A più di un mese dall’ultima volta, ritorna la Coppa dalle grandi orecchie e lo fa col botto. Tra martedì e mercoledì andranno in scena le 18 partite valide per la seconda giornata e, tra queste, sono presenti match di cartello come Atletico Madrid-Manchester United (dove i Red Devils avranno sul piatto la possibilità di vendicarsi dell’eliminazione nel 2022), Manchester City-PSG (in cui Kvaratskhelia, Dembelè e Ruiz potranno mettersi in mostra per una delle ultime volte prima del 26 ottobre, quando verrà assegnato il Pallone d’Oro) e Roma- Real Madrid (quando Mourinho rincontrerà il suo dolce passato giallorosso all’Olimpico).
Rimanendo in Italia, domani toccherà a Inter e Napoli ricalcare il rettangolo verde della Champions League, affrontando rispettivamente Club Brugge e Villareal. Massimiliano Allegri, galvanizzato dalla prestazione dei suoi sabato sera, parlerà in conferenza stasera alle 19:15 direttamente dalla sala stampa dell’Estadio de la Ceramica di Villareal.
Inter, occhio al Brugge
Chivu, invece, ha parlato alle 14:30 dal Centro sportivo nerazzurro di Appiano Gentile, in vista del Club Brugge (squadra dove milita Yann Sommer ed ex club del neo acquisto Aleksandar Stankovic). Dopo la disfatta del Bernabeu, vincere diventa imperativo per l’Inter, considerando l’obiettivo della società di ritornare a sedersi al tavolo delle 8, per poi cominciare a sognare dagli ottavi in avanti. A San Siro, Lautaro e compagni fronteggeranno una compagine in fiducia (a -1 dalla vetta in campionato) e fresca di quattro vittorie consecutive in Pro League. Nicolò Tresoldi rappresenta la fonte principale di pericolo per l’Inter, potendo vantare di 6 reti in 10 apparizioni.
Di seguito le parole di Cristian Chivu:
La percezione di quest’anno sulla Champions League
“Lo status di una società ti impone a raggiungere tutti gli obiettivi di una squadra come la nostra. Quando si tratta di sogno non vuol dire che si possa raggiungere. Il sogno si deve trasformare in responsabilità e nel cercare di migliorarsi quotidianamente per avere l’opportunità di raggiungere il sogno di vincere la Champions League. Parlare di sogni vuol dire parlare di responsabilità nel capire lo status della società. Non va perso di vista la fatica, il lavoro, il percorso perché non si può perdere di vista gli ingredienti per raggiungere un obiettivo del genere. Non esiste una ricetta, c’è solo il lavoro quotidiano. Come lavori è la cosa più importante”
Il punto sui rientri
“Hakan sta bene ed è a disposizione della rosa. Non capisco la domanda post Parma, perché è uscito sano e integro, aveva preso solo una botta e ha messo il ghiaccio”
Le condizioni di Spence e come ha trovato Bastoni post nazionale
“Spence ha una settimana di allenamento più 25 minuti di sabato. Però sta crescendo di condizione, mi fa piacere che si sta facendo sciogliere un po di pressione e rabbia che ha avuto appena arrivato a causa dei porblemi fisici. Aver avuto la possibilità di giocare 25 minuti sabato credo che gli ha fatto aumentare la fiducia. Su Bastoni non torno a quello che è successo lo scorso anno. Il valore di Alessandro lo sappiamo tutti quanto è importante. La sua personalità il suo valore individuale è fondamentale. Con l’Italia ha fatto due gol importanti, ma lui non ha bisogno di dimostrare qualcosa a qualcuno. È sempre stato un giocatore di un certo valore e per questo va preso con cura, come anche gli altri giocatori dell’italia, considerando che non è tutto rose e fiori per la nazionale. Bastoni è un patrimonio dell’Inter e dell’Italia”
L’importanza delle prossime gare di Champions e l’analisi sul Brugge
“Noi pensiamo partita per partita. Non ci permettiamo di guardare troppo in avanti considerando che si gioca ogni tre giorni. Oggi la partita più importante è domani. Il Brugge è una squadra ambiziosa e propositiva, sia con che senza palla. Hanno una mentalità propositiva nel venire a prenderti alti e attaccare con molti uomini, quindi non sarà una gara semplice, come tutte la partite di Champions”
Sull’atteggiamento da avere in Europa
“Noi partiamo dal mantenere la nostra identità. Poi c’è l’avversario che ti porta a fare determinate scelte e anche il momento della partita. Sulla partita di Madrid, per i primi 20 minuti non abbiamo subito nulla e abbiamo dominato. Poi è arrivato l’1-0 e ci ha costretto ad avere un atteggiamento diverso. Non dipende solo da noi. Ma io voglio trasmettere fiducia, coraggio e tutta la forza di questo gruppo che ha l’obiettivo di provare fino in fondo di mantenere un livello e una fiducia alta. Noi nelle partite raccogliamo quello che ci meritiamo, questa è l’essenza della partita di calcio. A volte si fanno errori ma si va avanti con la determinazione e la consapevolezza di poter cercare di ribaltare le partite. Quello che non voglio perdere è il modo di perdere. Se dobbiamo perdere dobbiamo scegliere noi come perdere”
Il livello delle seconde linee
“A me non piace parlare di titolari e secondi linee. A me piace parlare di un gruppo che si sceglie basandosi sulle energie, l’avversario, la programmazione e l’aspetto mentale di tanti ragazzi che sono stati lontani dall’Inter a causa del periodo nazionali. Nelle ultime tre settimane molti hanno avuto altre aspettative e pressioni di un paese intero. Non mi piace dire seconde linee, siamo un gruppo di giocatori che vuole essere competitivo e alzare il livello a ogni allenamento. Nello stesso tempo, sottolineo l’importanza dei 5 cambi. Contro Monza e Napoli l’abbiamo cambiata con i cambi. Anche lo scorso anno col Como i cambi hanno fatto la differenza e sono sicuro che questo gruppo abbia la consapevolezza di quanto tutti siano importanti. La stagione è lunga, le partite sono lunghe e c’è bisogno di energia, soprattutto per come vogliamo giocare”