Esplode il caso legato alle indennità di fine rapporto nel mondo del calcio. Oltre centocinquanta ex tesserati, tra cui spiccano i nomi di Emiliano Viviano, Thomas Berthold e Lorenzo Marronaro, hanno alzato la voce per chiedere totale trasparenza sulla gestione del “Fondo di fine carriera”. Attraverso l’assistenza della società di consulenza Offside FC e dello studio legale T-Legal, i professionisti pretendono l’accesso ai bilanci per capire esattamente come siano stati amministrati i contributi versati obbligatoriamente durante i loro anni in campo.
Il Fondo, istituito nel 1975 come associazione senza scopo di lucro, coinvolge potenzialmente circa sessantamila atleti transitati tra Serie A, B e C. Durante l’attività agonistica, infatti, i calciatori e le società sono tenuti a versare una quota fissa sui compensi. Il problema centrale, denunciato dagli ex atleti, risiede nell’opacità del sistema: al momento del ritiro nessuna istituzione avvisa i giocatori del loro diritto a riscuotere queste somme. Questa mancanza di comunicazione ha sollevato pesanti interrogativi su dove finiscano i fondi mai reclamati e sui reali criteri di calcolo degli importi.
La battaglia è già passata alle vie legali. Emiliano Viviano ha intentato una causa presso il Tribunale di Roma per costringere l’ente a esibire i bilanci, una mossa la cui sentenza potrebbe generare un precedente giuridico storico per il diritto all’informazione di tutti gli associati. Le testimonianze emerse confermano un quadro di generale disinformazione: Thomas Berthold, ad esempio, ha rivelato di aver scoperto solo di recente che la cifra liquidatagli nel 1992 non corrispondeva all’importo corretto, mentre l’ex calciatore e agente Lorenzo Marronaro ha sottolineato come troppi ragazzi vivano la propria carriera nella totale inconsapevolezza dei propri diritti economici e previdenziali.
Fonte: @AdnKronos