Doveva rispondere. E ha risposto. Alla grande.
Dopo l’errore all’esordio contro il Belgio e i giorni da bersaglio, Alessandro Romano si è preso la sua rivincita in Italia-Turchia. A Bologna, davanti al pubblico del Dall’Ara, il classe 2006 ha dimostrato tutto il suo valore.
Non è una semplice prestazione. È un messaggio.
Dalle critiche al Belgio alla personalità del Dall’Ara
Roma, 25 settembre. Esordio da titolare con l’Italia maggiore. Un errore, una sconfitta 0-2 contro il Belgio. Da lì, l’onda di critiche. Social, commenti, giudizi affrettati.
Romano non ha mai risposto a parole. Ha tenuto la testa bassa. Ha lavorato.
Ieri, 5 ottobre 2026, Roberto Mancini lo ha rilanciato dal 1′ contro la Turchia insieme a Daniel Maldini. Due titolari del Cagliari in azzurro, non accadeva da 16 anni dai tempi di Marchetti e Cossu. Un segnale di fiducia enorme.
E lui ha ripagato tutto.
Italia-Turchia 3-1: la partita di Romano
Schierato in cabina di regia con Barella e Doumbia, Romano è rimasto in campo per tutta la partita. Con ordine, coraggio e qualità.
Il primo squillo dopo pochi minuti: palla servita a Scamacca al limite, conclusione alta. Poi tanta sostanza, 90 minuti di gestione e personalità.
Il capolavoro arriva nel finale. All’87’ parte da sinistra e inventa l’assist per il 3-1 di Francesco Pio Esposito che chiude la partita. Un pallone che vale una vittoria e che cancella ogni critica.
Non è solo l’assist. È l’atteggiamento. Sempre dentro la partita, mai nascosto.
Le parole che valgono più di un gol
Nel post partita a Rai 1, Romano è stato da grande.
“Io non ho letto niente, ho sentito un paio di cose ma fa parte dello sport. Ho reagito bene, ho tenuto la testa bassa e ho lavorato.”
E ancora:
“Aver fatto l’assist è stato bello, ma ho pensato ad aiutare la squadra al massimo. Dove mi mette il mister gioco, l’importante è aiutare.”
Parole semplici. Mature. Da veterano, non da 2006 alla terza presenza in Nazionale.
Anche Mancini lo ha esaltato: “Che bravo Romano, può fare anche la mezzala. L’importante è che giochi queste partite per migliorare.”
Perché l’Italia ha bisogno di Romano
Duttilità, personalità, piedi educati. Romano può fare il play e la mezzala. È il centrocampista moderno che Mancini cercava.
Ieri ha dimostrato che le critiche non lo abbattono. Lo accendono. Dopo il Belgio, molti avrebbero chiesto di tornare in Under. Lui ha chiesto un’altra chance e se l’è presa.
La strada è lunga. Il ragazzo ha margini enormi. Ma Bologna è una tappa fondamentale.
Da bersaglio a protagonista. In dieci giorni. Questa è la forza di Alessandro Romano.