Il centrocampista del Sassuolo, Aster Vranckx, ha raccontato ai canali ufficiali del club neroverde le motivazioni che lo hanno spinto a tornare in Italia e le sue prime sensazioni con la squadra di Fabio Grosso.
“Prima di tutto sono in una grande squadra, con tanti giocatori bravi che sono passati da qui. Ero in un momento in cui volevo giocare di più e ho pensato che il Sassuolo fosse perfetto per questo: per come fanno crescere i calciatori, per come li aiutano a raggiungere un livello sempre più alto. Ho pensato fosse la soluzione perfetta per me.”
Prima di arrivare in Emilia, Vranckx si è informato tramite un conoscente comune:
“Ho parlato con Fadera, tramite mio cugino che era in contatto con lui. Gli ho chiesto com’era qui. Quando sono arrivato non conoscevo i giocatori e non sapevo cosa aspettarmi, ma il livello è molto alto. Sapevo che fosse buono, ma non così tanto.”
Sul suo rapporto con il tecnico Fabio Grosso, il centrocampista belga ha espresso parole di grande stima:
“Fin dall’inizio non mi è sembrato di parlare con un allenatore che dà risposte generiche. Ho avuto la sensazione di avere davanti una persona reale, sia per come parlava, sia per come pianificava le cose. Abbiamo avuto un buon feeling.”
Vranckx ha poi parlato del valore tecnico della rosa:
“La cosa bella è che i miei compagni si adattano facilmente al modo in cui giochi, e io al loro. Così troviamo un buon equilibrio. Con il centrocampo che abbiamo, non è stato difficile adattarsi.”
Tra i giovani talenti belgi che ammira di più, il giocatore ha citato Charles De Ketelaere, suo ex compagno al Milan:
“Il miglior giovane talento belga è stato De Ketelaere. Avevamo un bel rapporto anche al Milan, veniva spesso a casa mia d’estate per rilassarci e chiacchierare. Siamo ancora in contatto e stiamo bene.”
Infine, un pensiero sull’esperienza in Italia e sul livello del campionato:
“In Italia ho imparato molto tecnicamente, non è facile la prima volta: devi imparare la lingua e abituarti alle tattiche difensive, molto curate. È stata una bella esperienza che mi ha aiutato a migliorare le mie doti difensive. Conoscevo già la Serie A, mi piaceva e penso sia anche un motivo per cui sono tornato. Ho avuto un buon feeling con la squadra, la qualità può fare la differenza.”