A soli 33 anni, Marco van Ginkel ha ufficializzato l’addio al calcio professionistico attraverso un toccante annuncio social. Il centrocampista olandese chiude una carriera che è stata un continuo saliscendi tra grandi speranze e ostacoli insormontabili.
Una carriera tra grandi club e sfortuna
Cresciuto nel vivaio del Vitesse, van Ginkel si era imposto come uno dei talenti più limpidi del calcio europeo, tanto da guadagnarsi la chiamata del Chelsea nel 2013. Tuttavia, l’avventura londinese è stata pesantemente condizionata da gravi problemi fisici che ne hanno frenato l’ascesa. Nel suo lungo girovagare, ha vestito anche le maglie di Stoke City, PSV Eindhoven e Boavista.
I tifosi italiani lo ricordano per la sua parentesi al Milan nella stagione 2014/15, dove riuscì a collezionare 17 apparizioni e una rete nonostante le difficoltà generali della squadra rossonera in quell’annata.
L’ombra della depressione
Dietro la decisione di ritirarsi non ci sono solo i muscoli logori, ma anche ferite invisibili. Il giocatore ha confessato di aver attraversato periodi di profonda depressione, scaturiti dall’ennesima operazione al ginocchio necessaria per curare un’infezione. “È stato un momento estremamente buio”, ha ammesso, spiegando come il logorio mentale causato dai continui infortuni sia stato determinante per questa scelta sofferta.
Dopo sedici anni di attività, van Ginkel si dice comunque orgoglioso del percorso fatto e pronto a voltare pagina, lasciandosi alle spalle il dolore per iniziare un nuovo capitolo della sua vita.“Dopo 16 anni saluto il calcio professionistico. Un viaggio pieno di alti e bassi, lezioni imparate e ricordi che conserverò per sempre. Orgoglioso del passato, pronto per il prossimo capitolo”. “Sono diventato depresso quando ho saputo che serviva un’altra operazione. Il mio ginocchio doveva essere ripulito per un’infezione. Ho attraversato un momento davvero cupo”.
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