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Calciobox > Interviste > Turchia, parla il ct Montella: “Yildiz? È anche un giocatore di mentalità, Guler ha un talento naturale”
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Turchia, parla il ct Montella: “Yildiz? È anche un giocatore di mentalità, Guler ha un talento naturale”

Gennaro Della Femina
Ultimo aggiornamento: 20/04/2026 3:12
Gennaro Della Femina 5 minuti di lettura
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Juventus' Kenan Yildiz celebrates after scoring the 2-1 goal for his team during the Serie A soccer match between Juventus and Inter at the Allianz Stadium in Turin, north west Italy - Saturday, Septermber 13, 2025. Sport - Soccer . (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

Intervistato da SkySport, Vincenzo Montella, ct della nazionale turca ha parlato proprio della sua squadra, che tornerà ai mondiali dopo 26 anni, ma anche in particolare di Kenan Yildiz, giocatore fortemente apprezzato dal commissario tecnico. L’intervista però parte dal momento positivo della Juventus;

Contents
Su Yildiz in panchinaSulla sua TurchiaSulle difficoltà del calcio italianoSulla Turchia al Mondiale dopo 26 anniSu YildizSu Arda GulerSul ruolo di Yildiz in Nazionale

“Spalletti? Prima abbiamo giocato insieme, lui ha finito fino all’inizio del 1992, poi mi ha allenato l’anno successivo all’Empoli, poi alla Sampdoria, poi l’ho ritrovato alla Roma, insomma. Spalletti è un allenatore che inventa, studia, elabora, soprattutto le sue squadre hanno sempre giocato bene. È un genio”.

Su Yildiz in panchina

“Mi fa piacere quando stanno bene e giocano, così è bello anche di seguirle di più, però appunto, in questo caso sono contento se non corrono rischi, quando non è il caso”.

Sulla sua Turchia

“Non abbiamo un attaccante strutturato, il classico numero 9, quindi è fondamentale entrare con la qualità, con la velocità, che abbiamo anche calciatori di forza e velocità, ma soprattutto di talento in attacco.

Sulle difficoltà del calcio italiano

“È un insieme di fattori, sicuramente le capacità individuali, quello è un fattore, ma anche l’aspetto tattico. Guardare un po’ i diversi campionati, diciamo quello italiano è sicuramente quello più tattico, inteso più tattico, che c’è anche meno spazio. Quindi essendoci meno spazio è più difficile tentare poi il dribbling perché ci sono i raddoppi. In altri campionati, avendo la mentalità di non essere ancorati esclusivamente al risultato attraverso una strategia tattica difensiva, ci sono un po’ più spazi e quindi c’è più possibilità di, una volta che si presenta l’uno contro uno, di tentarlo”.

Sulla Turchia al Mondiale dopo 26 anni

“Ho riunito il talento, li ho riuniti sotto la loro bandiera, abbiamo dato un po’ di organizzazione tattica, li ho seguiti anche all’estero con tutte le partite, ho cercato di dargli, questo mi ha aiutato anche il fatto che venissi da due anni in quel campionato. Poche nozioni, ok strategia di gara e delle idee di calcio che volevo sviluppare, cercare di, vedendo le tante partite, le tante nozioni che ogni allenatore dà ai propri calciatori, cercare con poche nozioni di farle andare in un’unica. Poche nozioni, anzi pochissime nozioni. Non c’è tempo, devi avere metodo ed organizzazione e una continuità che rispetta le richieste dei club. Sono contento, perché i giocatori vengono felici in Nazionale, è un gruppo che non èa rrivato a caso ai Mondiali dopo tanti anni non solo come giocatori, si chiamano e videochiamano e non vedono l’ora di venire”.

Su Yildiz

“Era facile, è un calciatore anche di mentalità, che ha sempre voglia di migliorarsi, sempre equilibrato. E lì sai, se ci sono dei segnali li noti subito quando vedi un calciatore che ha voglia di non accontentarsi, no? E quindi, iniziava a fare qualcos’altro, non andava mai via dal campo, arrivava prima, ma lo fa tutto ora insomma, quindi un calciatore che, per le qualità che ha, è destinato a migliorare ancora”.

Su Arda Guler

“È un giocatore che ha un talento naturale, però ecco nelle ultime partite ho visto anche una trasformazione nel suo modo di giocare e gli ho fatto anche i complimenti”.

Sul ruolo di Yildiz in Nazionale

“Di base mi piace la nostra organizzazione che giochi lì a sinistra, ma deve venire anche a giocare dentro. Mi piace che giochi un po’ più largo, perché c’ha più possibilità in questo modo. A lui non dispiaceva giocare lì come numero 1′, ma poi, quando anche io qualche volta l’ho messo lì dietro la punta, ma sotto punta deve andare da tutte parti. Lui preferisce, predilige andare sempre a sinistra, e poi lì devastante, perché ti può dribblare un terzo esterno, è un giocatore che, poi quando c’ha la possibilità dell’uno contro uno non si tira indietro mai”.

Tags:In evidenzaNazionali
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