Nel corso del Caffè di Marzio di questa mattina il focus è stato dedicato al futuro del Milan, tra le valutazioni sul possibile arrivo di Igli Tare come direttore sportivo e le riflessioni legate a Massimiliano Allegri. Le recenti dichiarazioni di Cardinale rappresentano già un segnale importante: il proprietario rossonero sembra intenzionato ad assumere un ruolo più centrale nelle decisioni del club e a gettare le basi per il progetto della prossima stagione. Intanto, in casa Milan si vive una fase cruciale, con diversi equilibri interni pronti a delineare chi avrà maggiore peso nelle scelte strategiche e nei profili su cui puntare per il futuro.
I possibili sacrificati in casa Milan
Il futuro di Igli Tare appare sempre più lontano dal Milan. La società avrebbe scelto di interrompere il percorso con il dirigente albanese, nonostante un continuo cambio di figure ai vertici non rappresenti certo un segnale di stabilità o progettualità. A pesare sarebbero state alcune operazioni di mercato considerate poco convincenti, come quelle legate a Nkunku e Jashari.
Eppure, all’ex Lazio va riconosciuto il merito di aver avuto un ruolo decisivo nell’arrivo di Luka Modric, innesto che ha contribuito a mantenere i rossoneri competitivi nella corsa Champions fino alle ultime giornate. Tare, però, ha spesso lavorato in un contesto privo della piena autonomia richiesta: diverse trattative erano già state impostate dalla società, come quella per Ricci, mentre a gennaio si è trovato a operare con risorse limitate, riuscendo a chiudere l’affare Fullkrug senza investimenti pesanti. Solo nelle battute finali del mercato la proprietà avrebbe deciso di stanziare fondi importanti per Mateta, in una trattativa che né Tare né Allegri avrebbero gestito direttamente.