La corsa alla leadership della FIGC ha subìto una svolta decisiva dopo il via libera dell’ANAC, che ha confermato la piena idoneità di Giovanni Malagò alla presidenza della Federcalcio. Questo pronunciamento istituzionale spiana di fatto la strada al possibile ritorno in panchina di Roberto Mancini, da tempo considerato il candidato forte per la guida della Nazionale.
Mentre Silvio Baldini si sposterà alla guida dell’Under 21 con l’obiettivo di centrare i Giochi Olimpici, il principale rivale per la panchina azzurra resta Antonio Conte. Tuttavia, l’ex allenatore della Sampdoria vanta diversi punti a favore rispetto al collega salentino: accetterebbe un vincolo temporale più flessibile (un biennale legato agli Europei 2028) e comporterebbe esborsi economici decisamente inferiori.
A spingere per questa soluzione c’è anche la forte determinazione del tecnico marchigiano di riscattare la parentesi in Arabia Saudita e la sua innata abilità nel valorizzare le giovani promesse, dote fondamentale in un ciclo storico caratterizzato da una carenza di fuoriclasse nel calcio nostrano.