Minuto 29’ della sfida fra Napoli e Inter, il capitano degli azzurri Di Lorenzo guadagna un calcio di rigore in favore dei partenopei ed è qui che forse avviene quella che si potrebbe definire una Sliding Doors per la stagione del Napoli.
Neres si posiziona sul dischetto senza pallone,in attesa della decisione finale dell’arbitro Mariani e del Var. Conte incomincia a sbraitare indicando De Bruyne come rigorista designato e ribadendo il concetto anche a Politano per fargli arrivare il messaggio. Naturalmente alla battuta come di consueto ci andrà sempre KDB che incrocia, batte Sommer e fa 1-0 per il Napoli alla mezz’ora.
Ma mentre il “Maradona” continua a cantare il suo nome, qualcosa cambia. De Bruyne non esulta davvero. Si piega, si porta subito la mano alla coscia destra, il viso contratto in una smorfia di dolore. I compagni lo circondano, dapprima per abbracciarlo, poi per sostenerlo. Il boato si spegne, lasciando posto a un brusio preoccupato. Il belga si ferma lì, sul prato del Maradona, proprio dove un attimo prima aveva regalato il vantaggio al Napoli. Il suo sguardo tradisce la consapevolezza di chi ha già vissuto quel dolore: il flessore destro, lo stesso per cui l’anno scorso si era dovuto operare. La mano passa in volto con il campione belga che è quasi in lacrime, impaurito dal dolore.
Conte da quando è arrivato De Bruyne ha cercato un modo per non sostituire nessuno dei suoi “Fab 4”(De Bruyne, Lobotka, Anguissa e McTominay) arrivando persino al cambio modulo passando dal 4-3-3 al 4-1-4-1, spostando così sulla fascia laterale sinistra McTominay, con lo scozzese fino alla partita di sabato ha avuto un inizio di stagione altalenante non riuscendo ad incidere come lo scorso anno.
Ma complice il grave infortunio di De Bruyne nel secondo tempo, Conte ha risistemato la squadra riutilizzando il 4-3-3 con McTominay nella sua posizione naturale di mezzala e sulla fascia sinistra inserendo un esterno di ruolo come Spinazzola prima e Lang poi e i risultati nella ripresa si sono visti con il Napoli che ha dominato e con lo scozzese che ha firmato il gol del raddoppio azzurro. Il ritorno al 4-3-3 può avere risvolti positivi sia dal punto di vista tattico con la dominanza fisica di Anguissa e il fraseggio e le verticalizzazioni di un mediano come Gilmour, ma anche emotivo poiché giocatori che fino ad ora hanno visto il campo con il contagocce(i vari Elmas,Lang o lo stesso Neres) possono trovare più spazio e fiducia ed incidere di più.
Il Napoli nonostante la perdita del suo campione e del suo leader tecnico può ritrovare certezze e compattezza con il modulo usato l’anno scorso che ha portato al titolo e,come quindi,ha anche dimostrato il match contro l’Inter di sabato scorso.
A cura di Rosario De Fazio