Il Como 1907 ha avuto la conferma matematica settimana scorsa, sarà Europa per la prima volta nella storia del club, un altro tassello fondamentale nella crescita e nella visione della nuova proprietà guidata dalla Famiglia Hartono, e con a capo il presidente Mirwan Suwarso, che ha rilevato il club nel 2017, e portandolo dalla Serie D fino a questa nuova imminente avventura per il club lombardo. Alla base di questo successo, il lavoro e l’apporto del Direttore Sportivo Carlalberto Ludi, e soprattutto dell’ allenatore Cesc Fabregas, ex Barcellona e Chelsea tra le varie, nonche campione del mondo con la Spagna nel 2010. Proprio l’allenatore spagnolo ha portato idee e un approccio al gioco del calcio nuove, che hanno permesso al Como di diventare una solida realtà del nostro campionato in breve tempo, e di aver degli assi nella manica capaci di portarli a questo traguardo, alcuni più determinanti di altri anche dinnanzi alle statistiche ed alle analisi.
Pressing e una difesa proattiva
Unendo i dettami dello stile di gioco appreso a Barcellona alle caratteristiche necessarie per sopravvivere nel nostro Campionato, Fabregas ha plasmato quella che ad oggi è la miglior difesa della Serie A con solo 28 gol subiti, e terza in Europa dietro solo alle finaliste di Champions League, Arsenal e PSG, rispettivamente a 26 e 27 reti incassate. Il Como presenta una difesa proattiva, capace di aggredire gli spazi e di prendere in zone alte del campo gli avversari, portandolo così ad avere spesso il controllo del gioco ed a fare molto possesso palla, ormai non più sterile o meramente estetico, ma vera e propria arma per disinnescare il gioco avversario.
Il portiere come undicesimo uomo di movimento
Un modo sempre più in voga di interpretare i panni dell’ estremo difensore in una squadra di calcio è quello di vederlo attivo anche con i piedi e non solo più con le mani, sin dai tempi del devastante debutto di Manuel Neuer nello scorso decennio, ma al Como hanno le idee chiare su come sfruttare anche questo ruolo, e il nome è solo uno dietro al loro stile di gioco: Jean Butez. Il portiere francese infatti di un’ottima qualità con i piedi e di una lucidità mentale che gli permettono molto spesso di avventurarsi anche fuori dai pali, a volte concedendosi a rischi elevati, ma è ciò che l’allenatore gli chiede, e lui riesce ad eseguire alla perfezione. Butez è abile a far partire la manovra dal basso, ma anche di verticalizzare velocemente qualora si presentasse uno spiraglio nella difesa avversaria, ma non solo; nella testa di Cesc Fabregas il portiere può servire anche a rallentare i ritmi quando necessario, non facendo andare in difficoltà la difesa in momenti chiave del match e permettendo di aver più respiro e più soluzioni a Ramon e compagni, portando così ad una formula capace di concepire la migliore difesa del campionato.
Il nodo attacco
Menzione d’onore va fatta anche al reparto offensivo del Como, che si pensava ad inizio stagione come quello chiave per i successi dei lariani. I dati sono comunque positivi, infatti il Como ha stabilito il proprio record di gol in una singola stagione di Serie A arrivando a quota 60 reti fatte, e portando Anastasios Douvikas ad esser il giocatore con più gol in una singola stagione di Serie A per il Como, ora a 13 centri.