Cristian Chivu si gode la larga vittoria dell’Inter sul Pisa, arrivata in rimonta dopo un avvio complicato. Il tecnico nerazzurro, intervenuto ai microfoni di DAZN, ha analizzato la prestazione dei suoi e le chiavi del successo per 6‑2.
“Una partita dura 100 minuti e si può ribaltare. L’approccio non è stato male: ci siamo fatti gol da soli su una ripartenza, ma la colpa è mia perché a volte metto in difficoltà Sommer”, ha spiegato Chivu. “Poi abbiamo preso gol su palla inattiva: il Pisa ha giocatori di struttura e ha battuto molto bene quel calcio d’angolo. Dopo abbiamo tirato fuori l’orgoglio e siamo riusciti a ribaltarla prima dell’intervallo”.
Cambi e mentalità
Alla domanda sui cambi, Chivu ha sottolineato l’importanza dell’atteggiamento: “Conta la preparazione mentale. Puoi anche subire qualcosa, l’importante è come reagisci e oggi lo abbiamo fatto molto bene. Il rammarico è non aver fatto prima il 4‑2, ma tanto di cappello a questi ragazzi che lavorano per gli obiettivi”.
Il rapporto con Pio Esposito
Sul lavoro con i giovani, e in particolare con Pio Esposito, il tecnico ha voluto prendersi le responsabilità: “Merito loro, di come lavorano e si mettono a disposizione del gruppo. Per ogni errore la responsabilità è mia, funziona così. Pio ha tanta voglia di dimostrare e mettersi in gioco, come tutti gli altri 25 giocatori che ho. Forse esagero in certe cose, ma sono felice che mi seguano”.
Il mal di schiena
Chivu ha chiuso con una battuta sulle sue condizioni fisiche: “Mi sono riempito di antidolorifici, anche di cortisone, perché domani ho una giornata con moglie e figli. Devo essere bravo a fare il marito e il buon padre”.