Nella serata di ieri, Cristiano Ronaldo, all’età di 41 anni, ha portato a casa dopo 3 anni e mezzo il campionato dell’Arabia Saudita con il suo Al Nassr, squadra in cui milita dall’ormai lontano 2023, a seguito della sua ultima e travagliata parentesi al Manchester United.
Una serata ancora da Re
Si è deciso tutto all’ultima giornata, in una doppia sfida parallela che ha visto l’Al Nassr scendere in campo contro il Damac, al sedicesimo posto e invischiato in pieno nella lotta per non retrocedere, e concludersi con il risultato di 4-1 a favore dei padroni di casa. Un match indirizzato proprio da CR7, che ha messo il suo sigillo per ben 2 volte con una doppietta, chiudendo così la pratica e trascinando la sua squadra al titolo, il decimo nella storia dell’Al Nassr; a segno anche, a favore della squadra casalinga ieri sera anche vecchi nomi ben noti del calcio europeo, ovvero Sadio Mane e Kingsley Coman. E se il fenomeno di Madeira ne è uscito vincitore in questo lungo braccio di ferro insieme alla sua squadra, dall’altra parte è naturale che ci sia anche un club sconfitto, ovvero l‘Al Hilal, il cui volto principale risiede in panchina e che noi italiani ben conosciamo: Simone Inzaghi. A nulla è servito il trionfo di 1-0 contro l’Al Fayha; il club della capitale Riyad e l’ex Inter se non altro possono consolarsi con la Coppa del Re almeno per quest’anno, portata a casa 2 settimane fa.
La commozione e la festa
Al fischio finale si è scatenata la festa dei tifosi tutti in bianco-giallo per l’occasione, e lo stesso Cristiano Ronaldo è scoppiato in lacrime, commosso di aver sfatato anche questo tabù che durava da 3 anni, ancora in lacrime per un titolo sudato a 41 anni, nonostante abbia già in bacheca 5 Champions, 7 titoli nazionali tra Premier, Liga e Serie A, senza dimenticare i 5 Palloni d’Oro, l’Europeo 2016 e anche una Nations League con il suo Portogallo. Sono lacrime di sacrificio, fatica, e di un campione che nonostante l’età, ha ancora la fame e la mentalità di un esordiente, e forse anche questo è alla base del suo eterno successo, e ciò che l’ha reso immortale per sempre nella storia di questo sport.